Si è conclusa sabato 17 maggio la 2
a edizione del
Festival del Documentario d’Abruzzo - Premio Emilio Lopez
Sono risultati
vincitori
MIGLIOR DOCUMENTARIO
sezione lungometraggio
8744
di Alessandro Di Gregorio, 55’, 2006
MIGLIOR DOCUMENTARIO
sezione cortometraggi:
FIORI,
POLVERE E BRAVA GENTE
di Simone del Grosso, 25’, 2007
Menzione speciale
della Giuria
ai lungometraggi
LE CHIAVI PER IL PARADISO
di Caterina Carone, 50’, 2007
UN PICCOLO SPETTACOLO
di Pier Paolo Giarolo e Alice Rohrwacher, 65’, 2006
al cortometraggio
DELL’ARIA, DELLA TERRA, DELL’ACQUA
di Antonio Lucifero, 20’, 2006
Menzione speciale della Direzione artistica
a
IL RESTO DI UNA STORIA
di Antonio Prata, 35’, 2008
Il premio ACMA per la carriera
è stato assegnato a Marco Bertozzi
Motivazioni
Fiori, polvere e brava gente
di Simone Del Grosso
“per la grazia visiva, la forza dello
sguardo e la qualità dei paesaggi sonori di un racconto delicato e
antropologicamente rilevante”.
8744
di Alessandro Di Gregorio
“per
la forza evocativa, la raffinata ricerca stilistica e la calibrata
qualità del montaggio nell’affrontare una profonda ferita della
storia europea”.
Menzioni
Le chiavi per il Paradiso
di Caterina Carone
“per
la leggerezza nell'affrontare le grandi domande sui sensi della vita
all'interno di un microcosmo dal sapore realistico che riesce
tuttavia a prospettarsi con naturalezza quale limpida allegoria
esistenziale, attraverso la freschezza di uno sguardo d'autore
originale e appassionato”.
Il resto di una storia
di Antonio Prata
“per
aver affrontato un tema difficile e delicato con coraggio e
sensibilità attraverso un linguaggio innovativo ed immagini di forte
impatto emotivo
Dell’aria, della terra, dell’acqua
di Antonio Lucifero
“per
l’armonia raggiunta tra immagini, musica e parole capaci di
coniugarsi in una sinergia sinestetica, densa di suggestioni liriche
sospese tra tradizione classica e modernità”.
Un piccolo spettacolo
di Pier Paolo Giarolo e Alice Rohrwacher
“per la grande capacità di cogliere il
tempo del viaggio di un gruppo di artisti girovaghi e di osservare
con sguardo incisivo la bellezza e la fatica di una scelta di vita
alternativa”.
